Cosa bisogna sapere sulla SCIA commerciale

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L’utilità della SCIA commerciale

Trasformare in realtà un’idea imprenditoriale è qualcosa di estremamente emozionante. Uno degli aspetti che più temono coloro che vogliono avviare un’attività commerciale sono le lungaggini burocratiche, che possono allontanare nel tempo la realizzazione del proprio progetto.

Dal 2016, comunque, le cose si sono di molto semplificate grazie all’introduzione della SCIA commerciale. In cosa consiste?

Cos’è la SCIA?

La SCIA commerciale altro non è che la Segnalazione Certificata di Inizio Attività e va a sostituire la DIA, il documento di inizio attività. In che senso la procedura è stata snellita?

Prima dell’introduzione della SCIA, chiunque volesse avviare un’attività doveva prima di tutto aspettare che le autorità competenti effettuassero tutti i sopralluoghi e le verifiche dei documenti per verificare che si stessero rispettando le normative vigenti, soprattutto in materia di sicurezza.

Oggi le cose sono cambiate. Basterà infatti presentare quest’auto-certificazione presso lo SUAP (sportello unico per le attività produttive). Il trasferimento della documentazione avviene in maniera telematica presso lo sportello locale. Una volta che, ad esempio, avremo presentato la scia commerciale Roma per avviare un’attività nella capitale, potremo immediatamente iniziare a lavorare.

L’introduzione di questa modifica serve a snellire il processo di verifica da parte delle autorità, che come andremo a vedere avviene comunque.

Cosa deve contenere la SCIA?

Quali sono i documenti che vanno presentati? Tra le altre cose:

  • La partita IVA
  • Il contratto di fitto o l’atto di proprietà del locale
  • Le certificazioni inerenti al settore di competenza
  • La documentazione che certifica i requisiti di sicurezza dell’edificio
  • Le certificazioni ASL
  • La planimetria edilizia firmata da un tecnico
  • Altri documenti richiesti in base all’attività specifica

La SCIA commerciale rende le cose più semplici all’imprenditore. Questo non vuol dire che la legge vada a soprassedere sulle normative vigenti.

Entro 60 giorni, infatti, le autorità competenti dovranno eseguire un sopralluogo per verificare che non ci siano incongruenze tra la documentazione deposta e la realtà.

In questo caso, esse hanno il diritto di imporre un blocco allo svolgimento dell’attività o potrebbero richiedere di apportare alcune modifiche per poterla riprendere al più presto.

Questo è un motivo per cui molti decidono di rivolgersi ad uno studio tecnico specializzato nel disbrigo di pratiche del genere. L’imprenditore medio non è infatti un esperto di queste pratiche, e l’errore è sempre dietro l’angolo. Per evitare problematiche proprio in uno dei momenti più delicati di un’attività, che è quello dell’apertura, è sempre meglio affidarsi a dei professionisti.

Chi deve deporre la SCIA commerciale?

La legge prevede che tutti coloro che hanno intenzione di avviare, modificare o cessare un’attivita commerciale dovrebbero presentarla. Tra queste sono incluse le attività industriali, artigianali o ricettive che prevedono la manomissione di cibi e bevande.

Ci sono comunque delle eccezioni. Per capire se la nostra sia un’attività esente dall’obbligo di presentare la SCIA basterà consultare la camera di commercio locale.

 

 

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