Ruvo di Puglia

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Ruvo di Puglia (Ba) è adagiata su di una collina a 260 metri sul livello del mare tra uliveti, vigneti e mandorleti. Immersa nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, guarda a levante la marina adriatica. Primi segni della presenza di insediamenti stabili nel territorio di Ruvo si hanno nell'Età del Bronzo (2000 a.C.) cui rimandano numerose tracce rinvenute sia nel centro abitato che nell'agro. Anche se è difficile definire il sito topografico di Ruvo preistorica si può supporre che si trovasse lungo la strada che dal Materano giungeva verso il mare. La continuità dell'insediamento e la rinnovata vitalità nelle varie epoche storiche (greca, romana, medievale e moderna) ne documentano l'importanza nella geografia territoriale.Il nome della città di Ruvo, dovrebbe derivare dal greco Puψ, e successivamente dal latino Rubi, secondo quanto risulta dalle monete del III sec. a.C. rinvenute e dalle fonti romane che ne riportano la memoria. 

Il 3 febbraio si festeggia il santo patrono della città: San Biagio. Distribuzione di frecedduzze benedetti (piccoli pani a forma di mitra, pastorale, anello, mani, piedi e nodi) e misure (nastri colorati da porre intorno al collo come segno di protezione), processione, bacio della reliquia e spettacolo pirotecnico.

Settimana Santa: riti pasquali nati fin dal Seicento per opera delle Confraternite Religiose locali. Le antiche processioni penitenziali, con il tipico andamento lento dei portatori a spalla, costituiscono un forte legame con il passato. La suggestione di questi rituali è determinata non solo dai gruppi statuari, ma anche dalla fervente partecipazione dei fedeli che vedono scorrere dinanzi ai loro occhi le processioni, introdotte dal ritmo di due tamburi, seguiti da uno stendardo che reca l’effigie della confraternita e dai confratelli e consorelle nei loro tipici costumi disposti su due file in ordine di anzianità. Chiude la processione la banda che esegue le cosiddette "marce funebri", toccanti composizioni uniche nel loro genere che nel loro drammatico e potente lirismo rappresentano la voce della fede e i sentimenti dei fedeli (marce che sono state oggetto di una delle serate del Festival di St. Denis 2009 a Parigi). Ulteriore contributo alla suggestività del momento è data dalla presenza di lenzuoli bianchi che scendono dai balconi illuminati, lungo il percorso processionale, in segno di devozione.

Processioni: la “Desolata”, la “Deposizione”, “I Misteri”, la “Pietà”, “Gesù Risorto”.                                            

Periodo:  pasquale.

Ottavario del Corpus Domini: festa patronale. Secondo la tradizione, tale festa fu voluta dal Conte Ettore Carafa, il quale tornando da una battuta di caccia, interruppe lo svolgimento della processione del "Corpus Domini" facendo imbizzarrire il suo cavallo. Il Conte, per farsi perdonare dagli abitanti ruvesi per ciò che era accaduto, promise loro di ripetere il corteo religioso otto giorni dopo (da qui il termine Ottavario), con grandi parate e festeggiamenti. Da allora la festa de l’Ottavario si tiene sempre otto giorni dopo la domenica del Corpus Domini.                                

Processione del Santissimo, luminarie, lancio di palloni aerostatici, musica in piazza.                                        

Periodo: giugno.

Tradizioni:  Quarantana”: fantoccio con le sembianze di una vecchia signora vestita di nero. Appesa ai crocicchi delle strade fin dal primo giorno di Quaresima; simboleggia le penitenze quaresimali. La sua esplosione rappresenta la vittoria della vita sulla morte, delle gioie sugli stenti e i sacrifici, della primavera sul freddo inverno.

Enogastronomia: La cucina tradizionale di Ruvo di Puglia presenta una ricca varietà di pietanze. Numerosi sono infatti gli antipasti, i primi piatti (a base di pasta, con vari sughi e condimenti di mare e specialmente di terra, zuppe, legumi e verdure), i secondi (specie di carme), contorni e dolci o piatti unici. Tra i piatti tipici  che si alternano a seconda delle stagioni e delle tradizioni, i principali sono: “faviétte e cequeridde(purè di fave e cicorie); “strascenote e ceme de rope (strascinati e cime di rape); “calzaune de cepuodde(calzone di cipolle); “mandorlaccio”; “calzengidde”; “sesemidde”; “carteddote”; “scarcidde” (dolci natalizi e pasquali, principalmente a base di mandorle o vincotto). La principale vocazione del territorio di Ruvo di Puglia si ritrova nella produzione olearia e vinicola: particolarmente apprezzati sono i vini DOC “Castel del Monte” delle locali cantine vinicole (Moscato, Nero di Troia, Greco, ecc.)

 

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Ruvo di Puglia

Indirizzo: Via Vittorio Veneto, 48

Città: Ruvo di Puglia

Provincia: BA

Regione: Puglia

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Fax: 080.3615419

E-mail: prolocoruvodipuglia@libero.it

Sito: www.prolocoruvodipuglia.it

Tags: Cattedrale romanica, Centro Storico, Grotta di S. Cleto, Palazzo Avitaja, Palazzo Caputi, Palazzo Spada, Parco Nazionale dell'Alta Murgia, museo

Cod. 36

  • 1. Torrione aragonese facente parte della cerchia di mura della città. Oggi sede della Pro Loco.
    1. Torrione aragonese facente parte della cerchia di mura della città. Oggi sede della Pro Loco.
  • 2. Cattedrale Romanica: XII-XIII secolo. Si presenta con il livello pavimentale inferiore a quello stradale, in quanto quest’ultimo si è andato continuamente elevando a causa dell’accumulo di macerie, determinate da distruzioni belliche e terremoti. E' uno degli esempi più interessanti del Romanico pugliese per impianto, dimensioni e particolari scultorei e decorativi(di grande bellezza il rosone)
    2. Cattedrale Romanica: XII-XIII secolo. Si presenta con il livello pavimentale inferiore a quello stradale, in quanto quest’ultimo si è andato continuamente elevando a causa dell’accumulo di macerie, determinate da distruzioni belliche e terremoti. E' uno degli esempi più interessanti del Romanico pugliese per impianto, dimensioni e particolari scultorei e decorativi(di grande bellezza il rosone)
  • 3. Centro Storico: di impianto medievale, restituisce un nucleo ancora assai vitale di piazze, chiese e palazzi storici di grande fascino.
    3. Centro Storico: di impianto medievale, restituisce un nucleo ancora assai vitale di piazze, chiese e palazzi storici di grande fascino.
  • 4. Museo Archeologico Nazionale Jatta: custodisce una magnifica collezione di oltre 2000 vasi classici (VIII-III sec. a.C.), in prevalenza attici e apuli, e lapidi tombali di epoca romana. I reperti sono stati rinvenuti durante le campagne di scavo del XIX secolo, per la maggior parte a Ruvo. Nel Museo si conserva lo splendido vaso di Talos, cratere attico a figure rosse.
    4. Museo Archeologico Nazionale Jatta: custodisce una magnifica collezione di oltre 2000 vasi classici (VIII-III sec. a.C.), in prevalenza attici e apuli, e lapidi tombali di epoca romana. I reperti sono stati rinvenuti durante le campagne di scavo del XIX secolo, per la maggior parte a Ruvo. Nel Museo si conserva lo splendido vaso di Talos, cratere attico a figure rosse.
  • 5. Palazzo Avitaja: attuale sede municipale. Costruito dalla famiglia Avitaja, il cui stemma è visibile nell’angolo destro, l'edificio conserva l'impianto  planimetrico cinquecentesco. Si affaccia sulla piazza ove è ubicata la torre del Castello, ultimo lacerto del sistema difensivo della città.
    5. Palazzo Avitaja: attuale sede municipale. Costruito dalla famiglia Avitaja, il cui stemma è visibile nell’angolo destro, l'edificio conserva l'impianto planimetrico cinquecentesco. Si affaccia sulla piazza ove è ubicata la torre del Castello, ultimo lacerto del sistema difensivo della città.
  • 6. Palazzo Caputi: tipico esempio di stile rinascimentale, risale al 1592. Da poco restituito alla città. Di particolare interesse è l’androne scoperto parzialmente voltato a botte “unghiata” con pozzo e scalone monumentale.
    6. Palazzo Caputi: tipico esempio di stile rinascimentale, risale al 1592. Da poco restituito alla città. Di particolare interesse è l’androne scoperto parzialmente voltato a botte “unghiata” con pozzo e scalone monumentale.
  • 7. Palazzo Spada: edificio rinascimentale nel cui atrio è possibile ammirare una balaustra cinquecentesca caratterizzata dalla rappresentazione a bassorilievo di sette scene mitologiche.
    7. Palazzo Spada: edificio rinascimentale nel cui atrio è possibile ammirare una balaustra cinquecentesca caratterizzata dalla rappresentazione a bassorilievo di sette scene mitologiche.
  • 8. Torre dell'Orologio: edificata nel 1604, costituisce una delle più antiche torri presenti in Puglia. Essa sorge sulla ex “Piazza del Mercato” che in epoca più recente fu intitolata a Menotti Garibaldi il quale vi tenne un discorso. Alla base della Torre vi è la Lapide, rinvenuta a Largo Annunziata con dedica a Giordano III.
    8. Torre dell'Orologio: edificata nel 1604, costituisce una delle più antiche torri presenti in Puglia. Essa sorge sulla ex “Piazza del Mercato” che in epoca più recente fu intitolata a Menotti Garibaldi il quale vi tenne un discorso. Alla base della Torre vi è la Lapide, rinvenuta a Largo Annunziata con dedica a Giordano III.
  • 9. Grotta di S. Cleto: ex cisterna di epoca romana. Il probabile utilizzo in antico come luogo di culto è documentato dalla presenza di un altare con statua in pietra di san Cleto. I resti del complesso termale cui la cisterna era collegata sono venuti alla luce durante recenti lavori di restauro della sovrastante Chiesa del Purgatorio.
    9. Grotta di S. Cleto: ex cisterna di epoca romana. Il probabile utilizzo in antico come luogo di culto è documentato dalla presenza di un altare con statua in pietra di san Cleto. I resti del complesso termale cui la cisterna era collegata sono venuti alla luce durante recenti lavori di restauro della sovrastante Chiesa del Purgatorio.

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